CORRISPONDENZE DAL BRASILE
  di Adair Pereira de Souza - adair@primiero.net

star La polenta vince lo scudetto... - 28/06/99     NEW!!!
star Alcune chiacchiere - 14/06/99
star UN ANNO DOPO - 07/06/99
star Riguardo 'n poc de quel che i talian i parla quà - 11/06/98
star A LONGA VIAGEM DE VOLTA - 29/05/98
   

 
La polenta vince lo scudetto...

Caxias do Sul, la più importante delle cittá di origine italiana del Rio Grande do Sul (400 milla abitanti, circa) ha dua importanti squadre di calcio (La Juventude e la "Caxias").

Da due o tre anni La Juventude incomincia a farsi rispettare nello scenario di calcio del nostro stato e pure brasiliano. L'anno scorso La Juventude vince lo scudetto "riograndense", riuscendo a sorpassare la GREMIO e l'INTERNACIONAL , le più importanti squadre del nostro stato, molto conosciute a livello nazionale ed anche internazionale.

Ieri, a Rio de janeiro, nel più famoso e grande stadio brasiliano, quasi pieno (circa 100 milla tiffosi che facevano il tiffo al BOTAFOGO, squadra di quella città contro 1000 tiffosi di CAxias do Sul), la Juventude vince lo scudetto nazionale e, per un anno sarà il campione. Ma il più divertente è che in mezzo ai mile tiffosi di CAxias do Sul, c'era una grande bandiera con i colori bianco e verde sulla quale c'era scritto "in talian" - ''MI LO SAVEA" (o sia loro sapevano che la Juventude sarebbe diventata campione dela gara)..

Poi alla TV dicevano che la polenta aveva vinto questa volta..... Saluti a tutti.

28 giugno, 1999

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Alcune chiacchiere

La presenza dell'Italia si fa sentire molto forte qui in Brasile, anche in cose che non immaginavo mai.

Alcuni giorni fa, alla TV, in un programma molto conosciuto ed assistito qui in BRasile, hanno parlato che la canna da zucchero é stata portata in BRasile, oriunda dalla Sicilia. Non ho mai pensato che questa nostra ricchezza nazionale fosse proveniente da un altro paese e che questo paese fosse l'italia. Il BRasile ha avuto dei "cicli", da quando è stato scoperto. L'uno fu la minerazione (oro), l'altro fu il caffè e l'altro lo zucchero. Lo zucchero è stato pure chiamato di "oro bianco". Anche oggi, in molti stati (São Paulo, stati della regione nordest ed altri) la canna da zucchero è piantata, e da essa è fatto l'alcool, lo zucchero ed altri derivati che sono perfino esportati. Brava la Sicilia, anche per questo............

Leggendo una rivista brasiliana (intitolata VEJA), di grande circolazione nazionale c'era un articolo che parlava che, con l'aiuto dell'internet aumenta il numero degli interessati ad identificare gli antenati e poi, per dare delle esempi questa rivista menzionava che:

Il cognome CAVALCANTI (880 righe all'internet - è il più lungo). Si tratta di una famiglia tradizionale dello stato di Pernambuco (nordest), i quali sono discendenti da don Filippo CAvalcanti, nobile italiano arrivato in Brasile nel 1558. Questo per me è una novitá. Non sapevo della presenza degli italiani così preso in BRasile, dato che il BRasile è stato "scoperto" (scoperto tra virgolette - perché c'erano qui molte nazioni di indios che sono state distrutte dai portoghesi colonizzatori assassini che sono venuti) nel 1500 e la imigrazione italiana verso il BRasile (le grandi ondate, per così dire) sono cominciate nel 1875.

Poi parla ancora, questa rivista, che la famiglia SILVA (credo che metà della popolazione brasiliana abbia questo cognome - scherzo ma davvero è un cognome che moltissimi ce l'hanno) è discendente dai "SILVIOS", romani che viverono a Torre da Silva, nella regione del "Minho (forse in italiano "Migno"), in Portogallo.

Buona settimana, veci miei...... Varde de non laorar mia tant per non diventar mati de tant far forza......

14 giugno, 1999

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UN ANNO DOPO

Da molto che non scrivo a questo giornale. Questo corrispondente è un po' pigro, pieno di impegni io direi.

Questa volta sto scrivendo per dire che il vostro giornale internet è molto apprezzato e letto in Italia e anche qui in Brasile.

Ho ricevuto, due mesi fa, un e-mail da un altro giornalista internet, che si chiama Mario Dall'Angelo, di un giornale di Vicenza, perché lui ha aperto la pagina del Primiero Network e mi ha scoperto qui, lontano, e mi ha scritto, per fare degli scambi di idee riguardo agli imigrati e discendenti.

Due settimane a apro l'e-mail e vedo che c'era un altro messaggio di un signore di cognome Bancher che voleva sapere delle informazioni riguardo alla giornalista brasiliana Claudia Giudice che aveva scritto quell' articolo per la Rivista Terra (l'articolo che è stato tradotto da me per PRIMIERO CIVIC NETWORK) dato che la madre di questo Signor Bancher forse è parente della sopranominata giornalista.

Oggi, nuovamente, apro l'e-mail e c'era un messaggio da un signore chiamato Cesare, che voleva sapere delle informazioni riguardo alla sua famiglia, proveniente da Primiero e di cognome LOSS. Ho dato l'indirizzo del signor Floriano Nicolao, di Imer. Non so se ho fatto bene. So che il signor Nicolao è una persona gentilissima, perché lo è stato con me quando l'ho cercato per fare delle ricerche per vedere se trovavo negli archivi parrochiali di Imèr i registri sui miei antenati.

Abbiamo visto, allora, che PRIMIERO NETWORK oltre a mantenere le persone informate ed aggionarte sulle cose che succedono nella Valle proporziona la possibilità di fare con che discendenti di emmigrati riescano a trovare le origini. Chiedo, così, della possibilità di essere informato sulle prossime edizioni e anche nella pagina a me concessa di pubblicare gli indirizzi dei diversi paesi della vallatta ai quali le persone, discendenti di emmigrati, possano rivolgersi per informazioni.

Sarebbe possibili pubblicare i cognomi più frequenti nella vallata e in quale paesi si trovano perché le persone, che fanno le ricerche anagrafiche possano rivolgersi direttamente ai comuni o alle parrochie?

Grazie dell'attenzione di tutti e scusatemi per qualche errore (specie con le doppie).
IL corrispondente più pigro del mondo.

06 giugno, 1999

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Alcune informazioni riguardo 'n poc de quel che i talian i parla quà

Raccontandoti della storia della giornalista Claudia Giudice (della Rivista Terra) che ha cercato le sue radici a Primiero, ho detto qualcosa come "29 giugno, 1998, giorno di mangiare "gnocchi" per avere fortuna e soldi".

Non so se avete, in Italia, questa che sarebbe già quasi che una tradizione, qui a Porto Alegre: quella di mangiare, nel giorno 29 di ogni mese, un bel piatto di gnocchi. E non solo mangiarne, ma farlo con tutto un "ritto": mettere sotto il piatto una banconota di R$ 1,00 (um real=valuta brasiliana) equivalente a più o meno 1500 lire e mangiare quella bella pietanza di gnocchi, mantenendone i soldi sotto.
Poi si deve spendere questa banconota soltanto dopo che sia trascorso un mese.
Da pochi anni che so dell'esistenza di questa usanza ed ora è già diventata un'abitudine delle persone eleganti. Ci sono molti ristoranti qui, a Porto Alegre (e di ottima qualità) che hanno questo "giorno 29".
Ho letto su un giornale locale, alcuni giorni fa, che sarebbe una tradizione argentina e noi, con la prossimità (Buenos Aires, capitale argentina è lontana da Porto Alegre, dove abito, più o meno 1100 chilometri, o sia, in aereo l'equivalente a un'ora e trenta minuti di volo) l'abbiamo assorta.

Bene, dopo di aver parlato su di un'usanza e della situazione geografica che sono situato, penso che mi devo presentare ai eventuali lettori della pagina che scrivo: mi chiamo Adair Pereira de Souza, figlio di un padre che aveva padre di origine portoghese e degli indios locali e madre di cognome Munaretto e di una madre di cognome Gubert (di Giovanni Gubert, sposato con Genoveva Bettiol - lui nato in Brasile, di padre veneto, di Seren del Grappa - arrivato in Brasile nel 1877).

Cresciuto a Caxias do Sul, la più grande città della zona di colonizzazione italiana del Rio Grande do Sul, ho imparato il dialetto veneto che parlano findo ad oggi i miei zii ed alcuni loro contemporanei. Da piccolo la mia famiglia non voleva che io parlassi in dialetto per non essere scherzato a scuola dai miei compagni di classe (perché, siccome la pronuncia del veneto e diversa da quella del portoghese, anche se parlando in portoghese, sorge un accento piuttosto dialettale con parlata brasiliana della lingua portoghese.

Da quattordici anni che abito a Porto Alegre che è il capolugo dello stato del Rio Grande do Sul. Porto Alegre è una bella città: piena di parchi e molto moderna (anche nelle cose brutte che il modernismo ci porta) ha 1.200.000 abitanti circa. Perché Porto Alegre? Ce n'è qualche porto? sì, ce n'è uno perché la città´ è insediata sulle sponde di un lago molto grande, intitolato, di forma sbagliata di Rio Guaíba (o sia Fiume Guaíba), pieno di isole, di vegetazione, uccelli e molti pesci anche se inquinato e non adatto a bagni e con il tramonto più bello del mondo, secondo me e tutti gli altri 1.199.999 che vi abitano.
Gran parte dello stato è una pianura dove si allevano bovini e ci sono molte piantaggioni di soya, risaie, grano. L'altra parte dello stato è una zona più elevata con montagne di mezza altezza e dove si sono stabiliti gli italiani emigrati: coltivazione di ortaggi, vigneti (vino di ottima qualità), frutteti, industrie automotive, di mobili, metalurgia, turismo: città turistiche, apprezzate da brasiliani che vengono da posti distanti e molti stranieri (argentini, uruguaiani).

Ci sono molte città che mantengono le tradizioni europee degli antenati (usanza, cibi, canzoni, dialetto (e se non il vero dialetto, l'accento dialettale sul portoghese brasiliano parlato - io dico sempre portoghese brasiliano per evidenziare che il portoghese brasiliano è molto diverso da quello portoghese e, a volte, se parliano in fretta non siamo capiti da un vero portoghese e viceversa) e perfino il clima di montagna (a volte cade la neve). Ce n'è verde dappertutto con cascate, valli e molta pace ancora.

Nelle vicinanze della zona italiana c'è la zona colonizzata dai tedeschi: due grandi città e molte altre più piccole che mantengono, ad esempio delle città della zona italiana le usanze, il cibo e il tedesco: producono ortaggi, frutti., lavorazione a maglia, turismo. Belle città, pulite, piene di fiori. E possiamo sfruttare di tutta questa bellezza a soltanto 120, 130 chilometri circa.
In un finesettimana ci si può andare e riposare in mezzo al verde, al canto degli uccelli e vedere vicino a noi uccelli mosca che vengono bere l'acqua in quelle bottiglie apposite, piene di fiori e fanno delle piccole nuvole multicolorate che ci riempie gli occhi. Per oggi è così.

Scriverò la prossima pagina con informazioni su come si comunica una nipote di emigrati con questo Brasile, anche esso pieno di accenti regionali. Auguri a tutti.

11 Giugno, 1998

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A LONGA VIAGEM DE VOLTA

(giorno di mangiare degli gnocchi per avere molta fortuna e soldi – non so se è una tradizione italiana questa di mangiare gli gnocchi nei giorni 29 di ogni mese. Qui in Brasile si fà questo: ci si mangia degli gnocchi – al pranzo o alla sera e sotto il piatto ci si mettono dei soldi perché ci si ottenga altri tanti o megli ancora molti altri).

C'è una rivista brasiliana, intitolata "TERRA", di ottima qualità (carta, testi, fotografia) che, nel suo numero 4, anno settimo, mese aprile 98 ha pubblicato una cronaca intitolata "A LONGA VIAGEM DE VOLTA", o sia "IL LUNGO VIAGGIO DI RITORNO".

La giornalista Claudia Giudice, ci racconta il viaggio che ha fatto in Italia, per cercare le sue origini. Lei incomincia la matteria scrivendo che l'unica informazione che aveva dalla sua famiglia era che il paese dal quale erano venuti i suoi antenati si trovava "fra Trento e Trieste", o sia dimostra in un tono scherzoso il quanto difficile sarebbe la sua impresa.

Con fortuna e fede, come lei stessa dice, la pronipote di Francesco Tomas ha frenato la macchina che guidava quando ha visto la prima indicazione stradale di Fiera di Primiero.

Per scoprire questo posto "fra Trento e Trieste" lei ha scritto 60 (sessanta) lettere (a tutti i comuni che presentavano sull'elenco telefonico qualche persona di cognome Tomas).

Il Comune di Siror le ha inviato un certificato di nascita del suo bisnonno. Francesco Tomas, figlio di Francesco Tomas ed Anna Bancher è nato nel 1878. Partito da Feltre insieme ai genitori e più cinque fratelli è arrivato in Brasile per "fare l'America", dopo l'alluvione del 1885 che ha distrutto l'economia della sua famiglia e chissà di quante altre. Ci racconta come sono stati invitati a venirci (ingannati da un "diplomata" brasiliano che ha promesso "il mondo" agli emigranti).

Basata su informazioni raccolte dal libro GUIDA DI PRIMIERO, di Cesare Battisti, pubblicato nel 1912, parla del esodo degli abitanti della Valle di Primiero e menziona il signor Floriano Nicolao e le sua ricerche su questo assunto.

Oltre a fotografie delle montagne e di Fiera di Primiero (della chiesa) la cronaca pubblica una fotografia che c'è sul libro di Floriano Nicolao, dell'emigrato Giam Battista Loss, già in Brasile, indossando costumi locali, per mostrare ai suoi parenti che sono rimasti in Italia i suoi figli nati in Brasile.

Questa cronaca ha un che di poesia, perché la giornalista ci parla un po' della paura che ha avuto (e credo che tutti i "parenti brasiliani" ne abbiano un po' finché riescano ad essere conosciuti dai parenti italiani e viceversa") di raccontare la sua storia di ricerca alle origini ai locali, perché aveva sentito dire dei casi di parenti che temono "parenti stranieri cercando l'ereditá".

È stata presentata dal signor Paolo Pavione (Albergo Pavione, ad Imér) a persone di stesso cognome ed ha fatto le comparazioni che tutti fanno (le ho fatte anch'io - Ah, Raffaella si assomiglia con mia cugina che si chiama Evanir, ecc...) cercando di vedere qualche somiglianza tra parenti brasiliani e italiani.

Finalizza scrivendo che la Valle di primiero è cambiata, che la prossimità con le montagne ha attratto visitanti che hanno trasformato le località in posti di villeggiatura: che Transacqua, Tonadico e Fiera sono le principali porte di entrata del Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino; che l'attuale vocazione turistica le ha reso più difficile "ritornare nel tempo per ricomporre l'imagine di Francesco (Tomas) camminando per le strade di terra, per andare a scuola e che "cento e pochi anni dopo ha riffatto, in macchina ed aereo il cammino contrario al giovane Tomas. Non aveva l'invito dall'imperatore (del Brasile, all'epoca) nemeno la promessa di fare l'America, ma poteva dire, finalmente, che sapeva chi era".

29 Maggio, 1998


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Primiero Civic Network 1998-99