IL GIORNALE DI M.A. NEGRELLI




MICHELE ANGELO NEGRELLI (1805-1881).

Giornale per uso della famiglia Negrelli di Primiero.

L'orto, oltre il fieno ed ogni sorta di erbaggi, mi fruttò: libbre 2 fragole, libbre 40 lamponi, libbre 100 uva spinella, molti carcioffi in tutta la stagione, amoli di Spagna libbre 200, susini libbre 500, pesche libbre 4, cornole un saggio, un fico maturo, prugne libbre 1589, pomi libbre 912, peri d'inverno libbre 660, peri d'estate libbre 260, noselle 1/2 staio, uva nera rovinata dalla malattia e dagli insetti libbre 30, uva bianca libbre 40, cotogni libbre 110, patate americane staia 30, zucche sante e cocumeri in abbondanza e così faggiuoli, rape staia 30, eccetera, eccetera. Peccato che manchi il commercio e che ciò che non si consuma in famiglia si debba strazzare o donare.

 
"Redatto di proprio pugno dal giudice Michele Angelo Negrelli a partire dal giorno della morte del padre (1851), questo giornale di entrate e uscite di famiglia è arricchito da estese note autobiografiche e di cronaca e riflette con vivacità gli interessi dell'autore. Egli annota infatti, accanto ai più rilevanti avvenimenti locali e internazionali, numerose osservazioni, specie sul clima e sulle proprie attività di possidente e attento sperimentatore agricolo."

Nell'aprile 1996 la Biblioteca Intercomunale di Primiero ha pubblicato la trascrizione del giornale, di proprietà privata, a cura di Gianfranco Bettega.

Lo stesso autore ne ha creata una versione elettronica in formato di database, che è liberamente scaricabile e utilizzabile a fini di studio (citando la fonte). Per chi non avesse a disposizione il software FileMaker Pro (v.3.0), è disponibile anche il testo integrale del Giornale in formato WinWord 2.0.

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Nuovo!
Nel corso dell'anno scolastico 1998/99 la classe 5^AS del Liceo G. B. Brocchi di Bassano del Grappa, su stimolo del prof. Francesco Tessarolo, ha elaborato una Analisi e interpretazione del documento che ne considera gli aspetti intellettuali, scientifici, politici, sociali, economici, filosofici ed etnografici.

Chi volesse entrare nel Laboratorio di Storia di questi ragazzi e apprezzarne il lavoro, non ha che scaricarlo...

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Pubblichiamo di seguito la nota introduttiva alla trascrizione.

NOTA.

Nono figlio di Angelo Michele (1764-1851), mercante di legname in Primiero, Michele Angelo Negrelli nacque il 3 gennaio 1805 da Elisabetta Würtemberg. Dottore in legge, fu giudice del distretto di Primiero e di Mori. Fu più volte nominato podestà di Fiera di Primiero e ricoprì le cariche di Consigliere provinciale e membro della Suprema corte di stato.
Non si sposò e non ebbe discendenti diretti. Ritiratosi dalla vita attiva nel 1870, visse a Fiera con le sorelle e vi morì il 30 aprile 1881.

Il Giornale per uso della famiglia Negrelli di Primiero si inserisce in una viva tradizione memorialistica che la famiglia coltivò sull'esempio del padre Angelo.
Redatto di proprio pugno dal giudice Michele a partire appunto dal giorno della morte del padre, questo giornale di entrate e uscite di famiglia è arricchito da estese note autobiografiche e di cronaca e riflette con vivacità gli interessi dell'autore. Egli annota infatti, accanto ai più rilevanti avvenimenti locali e internazionali, numerose osservazioni, specie sul clima e sulle proprie attività di possidente e attento sperimentatore agricolo.
Il documento, oggi di proprietà privata, è costituito da fogli cartacei (dimensioni: mm 357 x 278) legati a filo e con copertina cartonata. Per la sua stesura l'autore ha fatto uso di carta di recupero proveniente da un protocollo giudiziale. Buona parte dei fogli porta infatti prestampate una fincatura a colonne con titolazioni e una numerazione che però non vengono rispettate. Una seconda numerazione, di mano dell'autore, è riportata nell'angolo superiore esterno delle prime facciate ma ben presto abbandonata. Solo i primi 37 fogli del volume sono stati usati.
Alla prima pagina del giornale è premessa una Memoria del 1852 fuori sequenza cronologica. Il Giornale è infatti diviso cronologicamente in due parti distinte. La prima va dalla morte del padre, il 2 ottobre 1851, alla partenza per Mori, il primo novembre 1854. La seconda si sviluppa invece dal 26 luglio 1870, giorno del rientro a Fiera del giudice, a quello della sua morte. L'arco temporale intermedio rimane quindi scoperto.

Le redazioni delle due parti del testo sono leggermente diverse. Nella prima, le tabelle economiche sono poste a fronte delle annotazioni di cronaca e i testi, con cadenza annuale, scorrono indipendenti l'uno dall'altro. Nella seconda invece la cadenza diviene mensile e la stesura alterna tabelle e relativi commenti.
Nella trascrizione si è rispettato questo secondo criterio riordinando cronologicamente (nell'impossibilità di riprodurla fedelmente) la prima parte. Il testo è stato, per il resto, riprodotto secondo i seguenti criteri:
a. sono state tolte le frequenti sigle M. A. N. e le firme poste in calce alle tabelle o alle annotazioni;
b. sono stati uniformati al nostro uso corrente l'uso delle maiuscole e, per quanto possibile, la punteggiatura (salvo laddove questa risulta volutamente enfatica);
c. sono state abbreviate e unificate le sigle indicanti le unità monetarie, secondo quanto specificato qui sotto;
d. si sono limitate le integrazioni (tra parentesi quadre) alle datazioni dei singoli brani di testo e alle poche lacune di scrittura.

L'unità monetaria corrente usata nel testo è il fiorino (abbreviato in f.) al corso di Vienna (Wiener Münze, abbreviato in W. M.). Esso era, fino al 1858, suddiviso in 60 carantani (abbreviati in c.) e poi in 100 soldi o Kreuzer. Altre unità monetarie citate sono la lira o tron (abbreviata in l. e pari a 9,6 carantani) e il fiorino abusivo (pari a 4/5 di fiorino di Vienna, sia prima che dopo il 1858).
Le temperature sono esposte in gradi Reamur (pari a 4/5 di grado Celsius).
I liquidi sono misurati in mosse (pari a 3/4 di litro), suddivise in quattro quarte.
I pesi sono espressi in libbre di Vienna, pari a 560 grammi, staia (pari a 25 libbre) e sacchi (pari a 4 staia).
La tela è misurata in braccia di 0,777 metri lineari ciascuna.
In passi, infine, si misuravano sia la legna (ogni passo era di 1,90 x 1,90 x 0,90 metri) e il fieno (1,90 x 1,90 x 1,90 metri).

Alla trascrizione del documento hanno dato il loro apporto, con attente riletture e consigli, Ugo Pistoia e Maddalena Longo che desidero qui ringraziare.

G. B.

 


Primiero Civic Network 1997/99