Pubblichiamo di
seguito la nota introduttiva alla trascrizione.
NOTA.
Nono figlio di
Angelo Michele (1764-1851), mercante di legname in Primiero, Michele Angelo
Negrelli nacque il 3 gennaio 1805 da Elisabetta Würtemberg. Dottore in
legge, fu giudice del distretto di Primiero e di Mori. Fu più volte
nominato podestà di Fiera di Primiero e ricoprì le cariche di
Consigliere provinciale e membro della Suprema corte di stato. Non si
sposò e non ebbe discendenti diretti. Ritiratosi dalla vita attiva nel
1870, visse a Fiera con le sorelle e vi morì il 30 aprile
1881.
Il Giornale
per uso della famiglia Negrelli di Primiero si inserisce in una viva
tradizione memorialistica che la famiglia coltivò sull'esempio del padre
Angelo. Redatto di proprio pugno dal giudice Michele a partire appunto dal
giorno della morte del padre, questo giornale di entrate e uscite di
famiglia è arricchito da estese note autobiografiche e di cronaca e
riflette con vivacità gli interessi dell'autore. Egli annota infatti,
accanto ai più rilevanti avvenimenti locali e internazionali, numerose
osservazioni, specie sul clima e sulle proprie attività di possidente e
attento sperimentatore agricolo. Il documento, oggi di
proprietà privata, è costituito da fogli cartacei (dimensioni: mm
357 x 278) legati a filo e con copertina cartonata. Per la sua stesura l'autore
ha fatto uso di carta di recupero proveniente da un protocollo giudiziale.
Buona parte dei fogli porta infatti prestampate una fincatura a colonne con
titolazioni e una numerazione che però non vengono rispettate. Una
seconda numerazione, di mano dell'autore, è riportata nell'angolo
superiore esterno delle prime facciate ma ben presto abbandonata. Solo i primi
37 fogli del volume sono stati usati. Alla prima pagina del giornale
è premessa una Memoria del 1852 fuori sequenza cronologica. Il
Giornale è infatti diviso cronologicamente in due parti distinte.
La prima va dalla morte del padre, il 2 ottobre 1851, alla partenza per Mori,
il primo novembre 1854. La seconda si sviluppa invece dal 26 luglio 1870,
giorno del rientro a Fiera del giudice, a quello della sua morte. L'arco
temporale intermedio rimane quindi scoperto.
Le redazioni
delle due parti del testo sono leggermente diverse. Nella prima, le tabelle
economiche sono poste a fronte delle annotazioni di cronaca e i testi, con
cadenza annuale, scorrono indipendenti l'uno dall'altro. Nella seconda invece
la cadenza diviene mensile e la stesura alterna tabelle e relativi
commenti. Nella trascrizione si è rispettato questo secondo criterio
riordinando cronologicamente (nell'impossibilità di riprodurla
fedelmente) la prima parte. Il testo è stato, per il resto, riprodotto
secondo i seguenti criteri: a. sono state tolte le frequenti sigle M. A.
N. e le firme poste in calce alle tabelle o alle annotazioni; b. sono
stati uniformati al nostro uso corrente l'uso delle maiuscole e, per quanto
possibile, la punteggiatura (salvo laddove questa risulta volutamente
enfatica); c. sono state abbreviate e unificate le sigle indicanti le
unità monetarie, secondo quanto specificato qui sotto; d. si sono
limitate le integrazioni (tra parentesi quadre) alle datazioni dei singoli
brani di testo e alle poche lacune di scrittura.
L'unità
monetaria corrente usata nel testo è il fiorino (abbreviato in
f.) al corso di Vienna (Wiener Münze, abbreviato in
W. M.). Esso era, fino al 1858, suddiviso in 60 carantani
(abbreviati in c.) e poi in 100 soldi o Kreuzer. Altre
unità monetarie citate sono la lira o tron (abbreviata in
l. e pari a 9,6 carantani) e il fiorino abusivo (pari a 4/5 di
fiorino di Vienna, sia prima che dopo il 1858). Le temperature sono esposte
in gradi Reamur (pari a 4/5 di grado Celsius). I liquidi sono
misurati in mosse (pari a 3/4 di litro), suddivise in quattro
quarte. I pesi sono espressi in libbre di Vienna, pari a 560
grammi, staia (pari a 25 libbre) e sacchi (pari a 4 staia).
La tela è misurata in braccia di 0,777 metri lineari ciascuna.
In passi, infine, si misuravano sia la legna (ogni passo era di
1,90 x 1,90 x 0,90 metri) e il fieno (1,90 x 1,90 x 1,90 metri).
Alla
trascrizione del documento hanno dato il loro apporto, con attente riletture e
consigli, Ugo Pistoia e Maddalena Longo che desidero qui
ringraziare.
G. B. |